Per scusarmi della lunga assenza dal blog, oggi parleremo di una delle zone vitivinicole più famose nel mondo, il paradiso degli amanti del vino: la Borgogna! ( e anche le vicine e bellissime zone del Beaujolais e dello Chablis.) . Il mio primo viaggio in Borgogna si chiude con tanti bei ricordi e tante tante conoscenze in più sul mondo del vino, che là non è solo lavoro, ma è cultura, storia, amore per la propria terra.

Abbiamo iniziato dal Beaujolais, una zona meno blasonata ma altrettanto bella e ricca di storia e vini ottimi ( ricorda un po’ il nostro territorio del doglianese e il suo vitigno dolcetto), accolti da una meravigliosa famiglia che ci ha fatti sentire a casa: merci beaucoup alla famiglia Geoffrey di Château Thivin, Sonja, Claude e i suoi genitori sono stati splendidi e la loro passione per la viticoltura si esprime tutta nei loro beaujolais delicati e precisi.


Abbiamo proseguito con l’energica Camille di Marcel Lapierre, cantina pioniera nella bio dinamica che regala dei “Morgon” di carattere, schietti e decisi. Da questa giovanissima ragazza che con il fratello gestisce questa realtà abbiamo preso tanti spunti per un’agricoltura più attenta. Fromm Winery (NZ) produce il suo Pinot Naturel dopo che Hätsch, il cantiere storico di Fromm nonchè nostro compagno di viaggio in Borgogna,si era innamorato dei vini di Lapierre.


Abbiamo poi proseguito nella terra più ambita dagli amanti del vino di tutto il mondo, la celeberrima Borgogna. Il primo “Domaine” che abbiamo visitato è una cantina mitica, i cui vini sono introvabili e carissimi, ma che dopo averla visitata capisci di trovarti in un altro mondo, con un livello di qualità che sfiora l’eccellenza assoluta. Siamo stati accolti dall’austero cantiere François Millet, che ci ha condotti in un viaggio meraviglioso, man mano che ci raccontava i suoi vini si è aperto sempre di più, fino a raccontarci la storia di un territorio, l’amore incondizionato per esso e un rispetto della terra e dei suoi frutti commovente.

Nel parlare dei suoi amati Pinot, Millet ha parlato di musica, di storia, di amore. Per lui fare vino è un “messaggio di pace”, il cantiniere deve solo rispettare quello che il territorio gli offre, senza imporre il suo stile ma assecondando quello che già c’è nella terra. Come per C. Debussy “la musica è lo spazio fra due note”, così dev’essere il vino che si produce, secondo Millet, che ci ha poi deliziati con spiegazioni etimologiche sul nome di alcuni dei cru che ci regalano i suoi vini migliori: “les amouroses” e les “bonnes mares”, facendoci ancora più capire quanto per lui, nel suo lavoro, nel vino ci sia sopratutto amore. Ci ha dato così tanti spunti interessanti che potrei scrivere 10 pagine solo su questa meravigliosa visita. Un uomo da una cultura immensa, così minuto e discreto ma dai modi gentili e dal sorriso dolce. Conosce a apprezza le nostre Langhe e ci fa fatti sentire importanti davanti a lui, che produce uno dei vini migliori al mondo. Per me François Millet è l’insieme di tutti i pregi che un francese potrebbe avere: la cultura, la discrezione, l’eleganza.


Dopo una visita così eravamo tutti un po’ storditi da tanta bellezza tutta insieme. È inutile dire che i vini assaggiati con lui siano stati i più buoni che io abbia mai assaggiato e che difficilmente assaggerò ancora. Abbiamo comunque proseguito, andando a trovare un piccolo grandissimo produttore ( le sue vigne sono immerse in quelle della Romanée Conti). Sebastien di Sylvain Cathiard produce vini sensazionali, è timido e impacciato nel dover parlare della responsabilità e della ricchezza che si è trovato in mano, ma questa timidezza scompare quando si tratta di mettersi all’opera e regalare vini incredibilmente buoni.

Nel pomeriggio siamo stati calorosamente accolti dalla famiglia Pillot a Chassagne Montrachet, dove il padre Laurent ci ha fatto assaggiare quelli che sono di fatto i più grandi Chardonnay al mondo, e alcuni ottimi Pinot da Pommard e Volnay da vigne meravigliose di proprietà della moglie. I prezzi dei loro vini ( Domaine Fernand et Laurent Pillot) sono ottimi e decisamente abbordabili parlando di Borgogna. La qualità sta ancora più crescendo da quando il figlio Adrien è entrato in cantina.

Per chiudere un così meraviglioso viaggio non potevamo tralasciare l’alta Borgogna, luogo cardine per gli amanti dello Chardonnay, lo Chablis. Non potevamo che farlo con l’aiuto e la guida di Maxime Raveneau, figlio di uno dei più grandi produttori di Chablis, del mitico domaine François Ravenau. La famiglia vinifica 3 dei 7 grand cru dello Chablis, più ben 6 premier cru. Tra i bianchi migliori al mondo, lo Chablis trova con la famiglia Ravenau un’espressione attenta e distinta per ogni terroir. Come già successo per il Domaine George Comte de Vogüé, anche per i vini di Ravenau è impensabile acquistare un gran numero di bottiglie, che sono già assegnate da anni e anni a compratori fedeli, e vendute a prezzi decisamente abbordabili e poi rivendute a cifre folli.

Ma mi è parso subito chiaro che qui non si tratta di denaro, i produttori sono così generosi nel raccontarsi e nel raccontare il loro territorio, i loro vini, che l’arricchimento che deriva dalle ore passate con loro é più che sufficiente. Ho notato che preferiscono regalare o scambiare una loro bottiglia che farla pagare dandoti un anonimo listino prezzi. Alcune cose hanno infatti un valore che va aldilà del denaro, e qui ne ho avuto prova.
Avendo avuto la fortuna di viaggiare con persone che conoscevano personalmente alcuni di questi grandi produttori siamo riusciti comunque a portarci a casa alcune di queste chicche, che conserveremo il giusto e gusteremo sicuramente con immenso piacere ricordando questo viaggio incredibile per un amante del vino